La parola atmosfera ha una valenza ampia e allo stesso tempo misteriosa. Cosa è una atmosfera? Secondo Gernot Böhme  “Le atmosfere sono sensazioni quasi oggettive riversate nello spazio”. Eppure, quando si parla di Natale la parola atmosfera è tra le più usate e si riferisce non solo agli addobbi materiali, ma a una tipica sensazione di misteriosa spiritualità. Per questo il Natale è definito “magico” a prescindere da chi crede oppure no.

Probabilmente dal punto di vista iconografico, il Natale russo è tra i più magici e misteriosi poichè l’aspetto divinatorio si lega a quello cristiano.

Questa atmosfera è pienamente rappresentata dai pittori russi come Aleksandr Novoskoltsev che nel 1889 dipinse l’opera intitolata “Svetlana”. In questa opera l’impegno emotivo del personaggio è inserito e riverbera in un ambiente emozionale in cui viene esaltato il rapporto sensoriale tra uomo e spazio.

Aleksandr Novoskoltselv, Svetlana 1889, Museo Volsk.

Il dipinto rappresenta una ragazza ma anche una storia legata al Natale. La notte della Vigilia che nel Natale Ortodosso cade il 6 Gennaio, si celebra anche un’antichissima festa chiamata Svyatki, basata su pratiche divinatorie, in cui le giovani donne invocano l’immagine del loro futuro compagno di vita, mediante un rituale che si svolge al buio con candele e specchi.  Non è inconsueto continuare la serata leggendo fondi di tè.

Ragazza che legge i fondi di tè. Lacca della scuola di Palekh.

Tuttavia, oltre alle pratiche divinatorie che rendono il contesto del Natale particolarmente legato all’antica cultura russa della chiromanzia, si mettono in pratica alcune regole codificate basate sulla simbologia cristiana.

La cena della vigilia prevede la preparazione e il consumo di un pasto composto da dodici pietanze diverse a simboleggiare il numero degli Apostoli, per ricordare ai partecipanti che si sta svolgendo una cena cristiana. Inoltre i piatti devono rigorosamente essere privi di carne, pesce e alcolici.

scatola russa raffigurante la nascita di Gesù

Scatola russa dipinta raffigurante l’adorazione dei magi.

La cena di Natale ha inizio con una preghiera. Dopo, la donna più anziana, in genere nonna o madre, benedice tutti i componenti della famiglia segnando sulla loro fronte una croce con le dita intinte nel miele.

Quest’ultimo è l’ alimento base del Natale Russo-Ortodosso  presente in tutte le pietanze. Il miele, dono della natura è con la sua lucentezza, simbolo di dolcezza, bontà e abbondanza legata alla nascita.

Infine l’atmosfera del Natale, con la sua tipica atmosfera invernale, è incentrata anche nei dipinti, sul forte contrasto luce/ombra. Da questo si può dedurre che così come la divinazione ha bisogno di questi due aspetti per essere messa in pratica, la nascita di un bambino Salvatore, puro e innocente, è simbolo della luce che rischiara le tenebre.

 

Immagini da:  zerkalo.mitomania.blogspot.com  /   holyart.it  /   it.rbth.com