Haruki Nanmei,ritratto di Lu Yu,1846

Haruki Nanmei, ritratto di Lu Yu, 1841

Nella cultura orientale, Lu Yu 733-804 d.C., è noto come il primo grande maestro del tè. La sua opera intitolata Chajing e tradotta “Il Canone del te’” descrive la pianta da cui si ricava la bevanda (Camelia Sinensis), le tecniche  di coltivazione e gli strumenti utilizzati per la lavorazione delle foglie. Il trattato espone i vari tipi di te’ classificati in base ai luoghi delle piantagioni da cui provengono e le modalità di preparazione, con particolare attenzione ai tempi di infusione e al tipo di acqua da utilizzare. Secondo Lu Yu:

Il miglior tè è quello preparato con acqua di montagna, specialmente se essa proviene da ruscelli, da sorgenti dal candore del latte o da laghi dal fondale pietroso….

L’importanza di scegliere un’acqua leggera e pura è legata al fatto che il tè è una bevanda dal gusto delicato ma ricca di sfumature e di profumi che hanno bisogno di una base neutra per emergere correttamente e soddisfare il palato. In fondo bere il tè è una esperienza estetica, una pratica di bellezza legata al piacere, alla sfera dei sensi e dello spirito.

Anche se nel nostro quotidiano non è affatto semplice trovare acqua di ruscello, tuttavia è importante utilizzare una buona acqua depurata e con un basso residuo fisso, proprio per non rischiare di alterare il sapore del tè che decidiamo di preparare. Non dimentichiamo che il tè è anche una bevanda di salute, ma su questo aspetto che merita attenzione particolare, mi soffermerò su un altro articolo.